FONDAZIONE BARUMINI: un modello virtuoso di gestione e valorizzazione di un sito archeologico

Nel Medio Campidano, a Barumini, il patrimonio culturale non è solo memoria storica ma anche identità e opportunità di sviluppo per la comunità e il territorio. Nel 1997, l’UNESCO include il sito archeologico di “Su Nuraxi” nella lista dei patrimoni culturali dell’umanità. Grazie al prestigioso riconoscimento, il complesso nuragico attrae negli anni sempre più visitatori; si pone quindi l’esigenza di gestire il sito in modo più efficace e innovativo. Nel dicembre 2006 è quindi istituita la Fondazione Barumini su iniziativa dell’allora sindaco Emanuele Lilliu – oggi presidente della Fondazione – per la valorizzazione di un sito archeologico cui la comunità non attribuiva l’importanza che avrebbe meritato. Da un progetto di valorizzazione dei siti culturali inizia un percorso che porta alla creazione di un laboratorio per il restauro e alla creazione di nuove professionalità, compresi operatori specializzati negli scavi, e nuove attività museali o legate alla didattica. Il sito archeologico “Su Nuraxi” di Barumini, forte di un nuovo modello di organizzazione e gestione dei siti culturali, oggi può contare su 65 dipendenti cui si aggiungono circa una decina di collaboratori esterni. La creazione di una vera e propria filiera produttiva – archeologica, museale e didattica – è stata resa possibile anche dai finanziamenti regionali. I visitatori, compresi numerosi stranieri, sono guidati in un percorso strutturato che comprende, oltre al complesso nuragico, il Polo Museale Casa Zapata, dove sono conservati con cura numerosi reperti, e il Centro di promozione culturale Giovanni Lilliu. Come dimostra la storia e l’esperienza della Fondazione Barumini in Sardegna è possibile fare impresa nel settore culturale e archeologico.