
La Sardegna ritrova la rotta della crescita, dopo il rallentamento del 2024. Lo scorso anno si è chiuso con numeri positivi, all’insegna della stabilità e con un cauto ottimismo. I dati elaborati dall’Ufficio Statistica della Camera di Commercio di Sassari dicono quanto il tessuto produttivo dimostri una resistenza inedita, seppur a fronte di una bassa "natalità" aziendale.
Il tasso di crescita regionale si attesta al +0,92%, agganciando quasi perfettamente la media italiana (+0,96%). Tuttavia, la dinamica interna è peculiare: il saldo positivo di 1.521 imprese non è spinto da un boom di nuove iscrizioni — che anzi scendono al minimo storico di 7.766 unità — bensì dalla drastica frenata delle chiusure. Le cessazioni non d’ufficio sono scese a 6.245 unità, uno dei livelli più bassi dell’ultimo quinquennio. Il tessuto imprenditoriale sardo non sta insomma crescendo perché si rigenera con nuove idee, ma perché le imprese esistenti hanno imparato a resistere meglio agli urti del mercato, beneficiando di una fase di consolidamento post-pandemica.
Il motore è il terziario, che compensa le difficoltà dei settori tradizionali. I settori in crescita sono i servizi, che guidano la corsa con un +3,3% (+898 imprese), trainati da attività professionali, immobiliare (+5,8%) e servizi alla persona. Anche il turismo consolida la sua posizione (+1,6%), dimostrando una crescita ormai strutturale. Tra i settori in affanno spicca invece il commercio, che perde 677 unità (-2,0%), soffrendo l'erosione causata dall’e-commerce. In crisi è anche il settore primario e il manifatturiero (entrambi a -1,3%), penalizzati dall’impennata dei costi di produzione e dalle criticità climatiche che hanno colpito l'agroindustria.
In questo scenario, il Nord Sardegna si staglia come l'area più vitale. Con un tasso di crescita dell’1,55%, il territorio doppia la media regionale e si posiziona all’ottavo posto nazionale su 105 enti camerali per dinamismo. La Gallura ha registrato un tasso del 2,12% e il Nord-Ovest, con un buon +1,15%, mantiene una performance solida e superiore alla media nazionale.
Un segnale incoraggiante arriva dal fronte del lavoro. Con oltre 136mila addetti, il Nord dell’Isola tocca i valori più elevati degli ultimi anni, segno che le imprese stanno crescendo dimensionalmente.