Nelle zone montane sarde operano 3.600 piccole imprese: pesa il gap con il resto dell'Isola

Ollolai

Nei 34 comuni montani della Sardegna sono attive 3.600 piccole e medie imprese con oltre 7.500 addetti e 680 milioni di euro di fatturato. Realtà che devonp fare i conti con la pesante situazione delle infrastrutture che rappresenta il gap più forte nei confronti delle aree di pianura, collinari e costiere. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, attraverso il rapporto “Economia e imprese della montagna della Sardegna: perimetri, tendenze e politica economica”, che ha analizzato la struttura e la dinamica delle imprese artigiane nei comuni montani e nelle aree interne dell’isola, attraverso l’elaborazione dei dati ISTAT 2023-2025.

L’analisi delinea un’Isola stretta tra un declino demografico senza precedenti, che colpirà duramente la capacità produttiva, e una cronica difficoltà di accesso alle infrastrutture primarie, aggravata da un elevato rischio idrogeologico che minaccia il futuro del territorio ma anche la capacità delle imprese di “sorreggere” quelle aree.
Nello specifico le PMI sarde (non agricole) di montagna sono 3.619, il 3% di tutte quelle registrate nell’Isola, contro l’11,5% della media nazionale e il 16,9% della provincia di Nuoro. I relativi addetti, 7.527, rappresentano il 2,5% di tutti gli addetti non agricoli sardi, con la media nazionale dell’11,4% e di Nuoro del 14,6%. 

Ne fanno parte le 1.564 realtà artigiane (18,7% del totale delle attività montane) con i 2.705 addetti (il 39,1% degli addetti montani). Nel nuorese le imprese sono 2.480, di cui 1.089 artigiane, nel sassarese-gallurese 915, di cui 408 artigiane, e nel Sud Sardegna sono 224, di cui 67 artigiane. Il fatturato montano arriva a 679 milioni di euro, l’1,5% del totale sardo, con un valore aggiunto di 203 milioni di euro (l’1,6% del totale). 

Il 6,6% delle imprese manifatturiere sarde operano in montagna contro una media italiana del 9,1%; il 10,7% si occupano di edilizia (14% media italiana) e il 26,6% di servizi (media nazionale 58,5%) mentre il restante 56% è suddiviso in altre attività.

L’analisi dei dati sull’accessibilità dei territori comunali sardi alle principali infrastrutture di trasporto più vicine evidenzia che chi proviene da un comune di montagna impiega in media 44 minuti, cioè 24 minuti in più (+123%), rispetto ai 19 che impiega chi arriva da un comune non di montagna, per raggiungere il più vicino punto d’accesso ad una superstrada, stazione ferroviaria, porto e aeroporto. Nel dettaglio da un comune di montagna occorrono 66 minuti per arrivare ad un porto (35 in più rispetto ai 31 minuti degli altri comuni), 78 minuti per arrivare in aeroporto (41 in più rispetto ai 37 minuti degli altri comuni), 51 minuti per arrivare ad una stazione ferroviaria (33 in più rispetto ai 18 minuti degli altri comuni) e 32 minuti per accedere alla superstrada (17 in più rispetto ai 15 minuti degli altri comuni).