Per le piccole imprese sarde il mercato del credito resta rigido

mercato del credito

Il mercato del credito regionale mostra segnali di selettività crescente. Il calo delle consistenze prosegue per le imprese di minori dimensioni, a conferma di un atteggiamento prudenziale da parte degli intermediari, che concentrano i fidi su controparti più solide e riducono i rinnovi. Pur in presenza di un tasso di deterioramento in calo, i tassi d’interesse restano alti, segno di un rischio percepito elevato e di una concorrenza limitata. Si delinea così una fase di “pulizia difensiva” del credito, con portafogli più stabili ma con un sostegno finanziario al sistema produttivo ancora rigido.
Calano i volumi di credito concessi alle imprese con meno di 20 addetti: a luglio 2025 la diminuzione è stata del 14,2% rispetto al gennaio del 2022, Tra gennaio e luglio 2025 i prestiti sono aumentati per le imprese più grandi, + 5,1%, mentre sono calati ancora del -1% per le PMI.

A complicare il quadro vi è un costo del credito che colloca l’Isola tra le regioni dove chiedere un prestito risulta più oneroso, sia per esigenze di liquidità, sia per progetti di investimento. Nel primo caso, il tasso medio praticato per prestiti a breve termine si attesta, a giungo 2025, al 6,8% (TAE sui prestiti connessi ad esigenze di liquidità), oltre 1,6 p.p. in più della media nazionale, con solo Calabria e Molise che misurano un livello più elevato.

È quanto si evince dal dossier del Centro Studi di CNA Sardegna che prende in esame il mercato del credito nei primi sette mesi del 2025 analizzando le dinamiche e la qualità del credito in Sardegna (volumi erogati, tassi di interesse, indici di deterioramento) in comparazione con quanto avvenuto nel resto delle regioni italiane.