
Il sistema imprenditoriale italiano chiude il 2025 con un segnale di vitalità, mettendo a segno un saldo positivo di 56.599 imprese. A determinare questo rafforzamento della base produttiva è stata la combinazione tra una sostanziale tenuta delle nuove iscrizioni (323.533 unità, in linea con il 2024) e, soprattutto, una significativa contrazione delle cessazioni di attività esistenti, scese a 266.934 unità (-6,7% rispetto all'anno precedente). Alla fine del 2025, lo stock complessivo delle imprese registrate in Italia si attesta a 5.849.524 unità. Queste le principali evidenze che emergono dai dati Movimprese, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio.
Sotto il profilo settoriale, i tassi di incremento più alti si registrano nelle attività finanziarie e assicurative (+5,89%) e nella Fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+5,16%). Al contrario, prosegue il ridimensionamento dei settori tradizionali: l’agricoltura perde oltre 8mila imprese (-1,17%), il commercio segna una flessione di 9.840 unità (-0,72%) e le attività manifatturiere si riducono dello 0,80% (-3.981 unità). L’edilizia si conferma con un saldo di 9.306 imprese in più (+1,12%).
Il contributo più rilevante in termini assoluti viene dalle Attività immobiliari, che chiudono l'anno con un saldo di 8.265 imprese in più (+2,69%) e dai Lavori di costruzione specializzati (+7.430 unità, pari ad una crescita dell’1,41%). La performance più eclatante in termini relativi spetta ai servizi finanziari (escluse assicurazioni e fondi pensione), che registrano un balzo del +18,31%, pari a 5.866 nuove realtà. Seguono con tassi di crescita molto sostenuti le attività di alloggio (+6,61%), la pubblicità e ricerche di mercato (+5,89%) e la consulenza gestionale (+5,07%). Segnali di forte dinamismo arrivano anche dal comparto tecnologico, con la produzione di software e consulenza informatica che incrementa la propria base di oltre 2.100 unità (+3,79%).
L’analisi per natura giuridica evidenzia un sistema a due velocità. Il saldo positivo annuale è interamente riconducibile alle società di capitali, aumentate di 66.878 unità (+3,48%). Le imprese individuali tornano in campo positivo, sebbene con un incremento marginale (+1.254 unità, pari al +0,04%), dopo il dato negativo del 2024. Continuano invece a diminuire le società di persone, che perdono oltre 11.500 unità (-1,39%).
Tutte le macro-ripartizioni geografiche chiudono l'anno con il segno "più". L’area più dinamica è il Centro (+1,20%), seguita dal Sud e Isole (+1,07%) e dal Nord-Ovest (+1,00%), mentre il Nord-Est segna la crescita più contenuta (+0,46%). Tra le province quella di Sassari è addirittura all’ottavo posto per tasso di crescita, 1,55%: iscrizioni 2.864, cessazioni, saldo 836.