
Con l’11,37 per cento il costo del denaro per le piccole e medie imprese sarde è il più alto d’Italia. Le pmi isolane cono costantemente alle prese con condizioni di accesso al credito molto difficoltose, se non impossibili. Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati della Banca d’Italia, a giugno di quest’anno i prestiti alle micro e piccole imprese sarde, fino a 20 dipendenti, sono diminuiti del 3,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre, al contrario, i finanziamenti al resto delle attività è cresciuto dell’1,6%.
Tra le erogazioni, il 54,6% va ai Servizi, il 31,6% al Manifatturiero, l’8% alle Costruzioni e il 5,7% all’agricoltura. Tra le varie categorie, crescono quelle verso i servizi di innovazione, informazione, comunicazione e digitale (+25%), le imprese dell’energia (+16%), la raffinazione del petrolio (+10%) e le attività professionali (+5,9%). Al contrario crollano quelli verso l’estrazione di minerali (-9%), la fabbricazione di macchine e apparecchiature (-8%), verso la moda (6%) e verso le costruzioni (-6%).
In aggiunta a tale condizione, vi è quella dei tassi di interesse applicati alle realtà isolane. Analizzando il TAE medio applicato alle micro, piccole e medie imprese sarde, risulta essere è il più elevato d’Italia con l’11,37% contro il 6,61% applicato alle realtà di medie e grandi dimensioni, condizione che crea un gap tra le piccole e le grandi di 476 punti base. Al secondo posto la Calabria con un TAE del 10,83% verso le piccole realtà e del 7,21% verso le dimensioni più consistenti. Le condizioni più favorevoli si trovano nella P.A. di Bolzano rispettivamente con il 7,89% e il 5,64%.
Sempre a giugno di quest’anno, la totalità delle attività produttive sarde ha pagato in media un tasso di interesse annuo effettivo (TAE) del 6,80% contro la media nazionale del 5,22%. L’Isola si piazza terza nella classifica nazionale dove i prestiti costano di più dopo Calabria con 7,13% e Molise con 6,81% contro l’Emilia-Romagna, ultima nella graduatoria, il cui tasso è del 4,74%.
Analizzando i vari settori il denaro più costoso è quello che richiedono le imprese sarde delle Costruzioni con il TAE al 7,68%.