Artigianato alimentare sardo: 10mila occupati non bastano, le imprese non trovano addetti

Panificio

Il settore alimentare artigiano in Sardegna conta 2.700 imprese attive e 9.600 addetti, con un fatturato di 873 milioni di euro; tuttavia, il 40% delle posizioni rimane difficile da coprire, con gli addetti che risultano introvabili. A fare lo specchio della situazione è un’analisi del settore realizzata dall’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Sardegna che, nel dossier “Qualità, tradizione e sostenibilità dell’artigianato alimentare”, ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF.

La produzione spazia da pane e pasta a carne, pesce e bevande, distribuiti sia in Italia che all'estero. L'artigianato alimentare rappresenta circa il 10% delle imprese artigiane sarde e il 15% degli addetti. Le province più rilevanti sono Sassari-Gallura, Cagliari, Nuoro, Sud Sardegna e Oristano.

Il comparto comprende panetterie, pasticcerie, bar, pastifici, salumifici, lattiero-caseari, aziende dolciarie, produttori di vini e birre artigianali, rosticcerie e street food. Vanta 274 prodotti agroalimentari tradizionali e 9 eccellenze DOP, IGP e STG, tra cui pecorini, olio, zafferano, carciofo e agnello sardi. La Sardegna detiene il 2,7% dei prodotti alimentari di qualità UE e il 19% degli operatori certificati italiani, grazie alle numerose piccole imprese trasformatrici.

I prodotti sardi sono anche compatibili con un'alimentazione sana: l'obesità tra gli adulti italiani è al 9,8%, tra i valori più bassi dell'area OCSE. Tra le figure professionali più richieste emergono panettieri, pasticceri, gelatai, macellai, pesciaioli e addetti alla produzione alimentare.