L’Avviso sostiene proposte di investimento produttivo nell’ambito del PR Sardegna FESR 2021-2027, Priorità 8 “Tecnologie deep tech e digitali” e Priorità 9 “Tecnologie pulite”, finalizzate allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie critiche STEP e al rafforzamento delle relative catene del valore.
Gli ambiti tecnologici interessati sono: tecnologie digitali e innovazione deep-tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse e biotecnologie.
Possono presentare domanda le imprese, in forma singola o aggregata, tramite consorzi, società consortili o contratti di rete con soggettività giuridica.
Le aggregazioni devono essere già costituite al momento della presentazione dell’istanza. Ogni impresa o aggregazione può presentare una sola proposta di investimento.
I soggetti proponenti devono essere regolarmente costituiti e iscritti al Registro delle imprese, essere in contabilità ordinaria, nel pieno esercizio dei propri diritti, attivi da almeno un anno e disporre di un’unità produttiva in Sardegna, o impegnarsi ad attivarla prima della richiesta della prima erogazione.
Sono finanziabili progetti finalizzati allo sviluppo o alla fabbricazione di tecnologie critiche STEP, oppure alla salvaguardia e al rafforzamento delle relative catene del valore, con riferimento alla transizione verde e digitale.
La proposta deve prevedere obbligatoriamente un Piano di Investimenti Produttivi e può includere anche piani ulteriori relativi a sviluppo delle competenze, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, servizi di consulenza per le sole PMI.
La proposta può riguardare:
- creazione di una nuova unità produttiva;
- ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
- diversificazione di un’unità produttiva esistente per ottenere prodotti o servizi nuovi;
- ristrutturazione di un’unità produttiva esistente, se collegata agli interventi precedenti;
- acquisizione degli attivi di un’unità produttiva chiusa o che sarebbe stata chiusa in assenza dell’acquisizione.
La proposta deve avere una dimensione complessiva compresa tra 1.500.000 euro e 25.000.000 euro. Gli investimenti devono essere realizzati in Sardegna, avviati dopo la presentazione dell’istanza e conclusi entro massimo 42 mesi dalla stipula del Contratto di Investimento, comunque non oltre il 30 giugno 2030.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di sovvenzione a fondo perduto e, in combinazione o in alternativa, prestito a condizioni di mercato a valere sul Fondo di Competitività delle imprese.
La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 100.000.000 euro, così ripartita:
- 65.000.000 euro per tecnologie deep tech, digitali e biotecnologie;
- 2.500.000 euro per sviluppo di competenze negli stessi ambiti;
- 30.000.000 euro per tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse;
- 2.500.000 euro per sviluppo di competenze nel campo delle tecnologie pulite.
Per gli investimenti produttivi, l’intensità massima dell’aiuto è pari a:
- 60% per micro e piccole imprese;
- 50% per medie imprese;
- 40% per grandi imprese.
Per le attività di formazione, l’intensità base è pari al 50%.
Per ricerca industriale e sviluppo sperimentale, le intensità variano in base alla dimensione d’impresa, alla tipologia di attività e alla presenza di ricerca collaborativa.
Per i servizi di consulenza, ammissibili solo per le PMI, l’intensità massima è pari al 50%.
Le istanze possono essere presentate tramite la piattaforma SIPES fino alle 10:00 del 13 luglio 2026.
Sono ammissibili i costi per investimenti iniziali materiali e immateriali, attività di ricerca, sviluppo delle competenze e servizi di consulenza, nei limiti e alle condizioni dell’Avviso.
In particolare, sono ammesse:
- terreno/suolo aziendale e relative sistemazioni, nel limite del 10% dell’investimento produttivo ammissibile;
- immobili, opere murarie e assimilate, nel limite ordinario del 40% del Piano di Investimento ammesso, elevabile al 60% in caso di ristrutturazione e rifunzionalizzazione prevalente di strutture immobiliari esistenti;
- impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica;
- impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili o cogenerazione, se destinati al fabbisogno dell’unità produttiva;
- programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate;
- progettazione, direzione lavori e collaudo, nel limite del 4% dei costi relativi a immobili e opere murarie;
- costi per formazione e sviluppo delle competenze;
- costi di personale, strumenti, attrezzature, ricerca contrattuale, brevetti e consulenze per ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
- per le sole PMI, servizi di consulenza esterna connessi e coerenti con la proposta.
Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della proposta, riferirsi a beni nuovi di fabbrica, salvo specifiche eccezioni per ricerca e sviluppo, essere acquistate a condizioni di mercato ed essere utilizzate esclusivamente nell’unità produttiva oggetto dell’investimento.
La procedura è valutativo-negoziale a graduatoria e si articola in quattro fasi:
- verifica di ricevibilità e ammissibilità formale dell’istanza e dei requisiti del soggetto proponente;
- valutazione di ammissibilità sostanziale, qualità tecnica e sostenibilità economico-finanziaria della proposta;
- fase negoziale, finalizzata a verificare aspetti di dettaglio, tempistiche, tipologia, regime e intensità del sostegno richiesto;
- presentazione della domanda di stipulazione del Contratto di Investimento STEP, verifica finale delle condizioni e adozione del provvedimento di concessione provvisoria.
La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma SIPES. Sono necessari PEC, firma digitale del legale rappresentante e accesso tramite SPID, CIE o TS-CNS/CNS. L’iter per la concessione provvisoria ha durata complessiva di 180 giorni, salvo sospensioni per richieste di integrazioni o chiarimenti.