Dedalo Drone, il building information model e la rivoluzione digitale della progettazione

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mauro paolini - ceo dedalo drone

Il loro core business è il building information modeling. In pratica, loro sono la tecnologia digitale al servizio della progettazione applicata all’edilizia e all’urbanistica. Posto che un progetto architettonico è un insieme complesso di operazioni, al quale partecipano le conoscenze e le professionalità di molti professionisti coinvolti, che interagiscono tramite documenti cartacei, il building information modeling va oltre lo scambio informativo e si propone come metodo coordinato per assistere progettisti, committenti, decision maker, manutentori e chiunque lavori a un progetto edilizio.

Ecco: Dedalo Drone – Società di ingegneria Srl realizza modelli digitali ottenuti con software bim che consentono, tra l’altro, di integrare i dati necessari a tutti gli attori, mantenendoli sempre aggiornati e agevolando le modifiche in tempo reale dei componenti costruttivi. Dedalo Drone è anzitutto un’idea, un tuffo nel futuro, a opera di due ingegneri: Fabio Cinesu, le cui specialità sono l’ingegneria civile e i calcoli strutturali per l’ingegneria edile, e Mauro Paolini, anche lui ingegnere, amministratore unico della società.

È proprio Paolini a raccontare a Sardegna Impresa questa originale iniziativa, attraverso la quale i due professionisti hanno mostrato di avere il coraggio necessario per spostare l’orizzonte un po’ più in là. «La Dedalo Drone Srl nasce nel 2016 per elaborare soluzioni innovative, affiancando tecnici e operatori dei settori civile, industriale, agricolo e ambientale, con l’obiettivo di ridurre l’impatto economico e aumentare la sostenibilità ambientale dei processi produttivi», racconta Paolini, secondo cui «il nostro team, giovane e dinamico, è oggi in grado di connettere la filiera produttiva con i principali attori nazionali nei settori della ricerca e dell’innovazione, coordinando la progettazione di nuove soluzioni efficienti ed efficaci».

Per certi versi il loro progetto è rivoluzionario, e come ogni rivoluzione, ha bisogno di essere accompagnato da adeguate condizioni ambientali. «Abbiamo avuto senz’altro un riscontro positivo dai servizi regionali dedicati a chi vuole fare impresa in maniera innovativa – spiega l’amministratore – abbiamo partecipato al programma di formazione organizzato da Sardegna Ricerche per partecipare a Horizon, e non possiamo che manifestare grande soddisfazione, la Sardegna sta attuando politiche moderne a supporto dell’innovazione». Ecco, se la Regione cercava dei testimonial per promuovere la smart specialization strategy, che è uno dei punti fermi dell’azione coordinata dall’assessorato regionale dell’industria, li ha trovati. «Vediamo un impegno fattivo per cercare di spiegare all’imprenditoria sarda qual è lo scopo di questa strategia – spiega Mauro Paolini – in questo modo le aziende sono accompagnate nel futuro».

Entrando nel dettaglio, «Dedalo Drone ha sede a Iglesias, non è nata per intercettare le opportunità di agevolazione dello sviluppo nell’ambito del piano Sulcis – precisa il Ceo – ma teniamo sotto controllo la situazione per quando le condizioni saranno mature, anche perché nella nostra visione ottenere dei finanziamenti è una responsabilità e non un risultato, perché una volta presi vanno gestiti in maniera corretta, per cercare di farli fruttare». L’azienda ha anche filiali a Cagliari e Sassari, e presto ne aprirà altre in altre aree. «Puntiamo a coprire l’intero territorio isolano, che è vasto e vario, è importante avere una presenza sul posto, far sapere ai clienti che siamo vicini», sostiene. Lo dice il nome, «il primo settore di specializzazione è l’utilizzo dei droni per il rilevamento del territorio – spiega Paolini – abbiamo iniziato con la collaborazione di alcune società d’oltre Tirreno, dalle quali abbiamo acquisito dei lavori in Sardegna, e nel frattempo non abbiamo mai smesso di formarci e di aggiornarci».

È così che la società ha ampliato le proprie competenze, aggiungendo all’attività di rilievo del territorio l’operatività nel campo dell’energia e, appunto, il building information model. «Rileviamo un territorio, un terreno o un fabbricato, realizziamo un modello tridimensionale col metodo bim e facciamo in modo che anche all’interno di una struttura ogni elemento – dagli infissi ai pilastri, sino all’illuminazione – sia informatizzato e tracciato». Questo facilita la possibilità di tenere sempre sotto controllo la certificazione dei materiali, di conoscere lo stato della proprietà, le condizioni di manutenzione. «È un percorso di ammodernamento del modello di ciò che è già costruito e di ciò che dovrà essere costruito attraverso informazioni gestite digitalmente, e facilmente condivisibili tra più soggetti coinvolti».

Ovviamente gli appalti pubblici si stanno adeguando alle novità, ma anche l’edilizia privata inizia a mettersi al passo con i tempi e le disponibilità di tecnologia già presenti sul territorio. Ovviamente tra i vantaggi c’è anche il passaggio a un approccio decisamente più sostenibile. «I nostri rilievi sono preziosissimi a fini ambientali – conferma Mauro Paolini – come dimostra il progetto esecutivo di Flumini per la ripulizia di una miniera dismessa». Idem per la discarica di Calancoi, a Sassari, per la quale è possibile comunicare ogni quattro mesi i volumi presenti, o per le cave inerti, o le dighe, come quale di Orgosolo. «Il drone è uno strumento efficiente ed efficace, ma l’attività di volo va preparata e gestita, la parte progettuale richiede investimenti in hardware e software – prosegue – ma anche corsi di formazione, esperienze e affiancamento con aziende più esperte».

Tutto con un altro obiettivo: favorire l’occupazione in Sardegna. «Oggi la nostra società vanta soprattutto contratti di collaborazione con colleghi e altre figure come archeologi e ingegneri ambientali – dice Mauro Paolini – per ora va bene perché è un reciproco scambio lungo un percorso di crescita comune, ma il nostro forte desiderio è di poter stabilizzare la situazione, poter assumere chi lavora con noi». Perché ciò avvenga, c’è bisogno di un radicamento di una nuova cultura della progettazione e dell’edilizia. «Ecco, oggi secondo noi la Regione dovrebbe insistere su questo aspetto, serve una rivoluzione culturale – conclude Mauro Paolini – ma in Sardegna non mancano le intelligenze, le conoscenze, le capacità e le opportunità per riuscire in questa impresa, in questo balzo verso un futuro che altrove è già il presente».

Argomenti
Startup e imprese innovative
28/04/2018